Ri-scoprire il patrimonio attraverso i creativi

Succede sempre così, da quattro anni a questa parte, e ogni volta è una sorpresa: scopriamo, nel patrimonio immenso della Biblioteca, un fondo, un documento, una stampa, un manoscritto, andiamo a cercare altre tracce, percorriamo strade limitrofe e si dipana una storia; chiediamo poi a uno o più artisti o creativi contemporanei, di raccontarla a modo loro, secondo lo stile e la sensibilità che sono loro più propri.

Succede a volte – sempre più spesso in realtà – che sia dal creativo che arriva una suggestione, una curiosità che ci incita a perlustrare i magazzini e ci permette di scoprire (o riscoprire) opere dalle nostre collezioni.

È successo con la book designer Irma Boom, che ci ha portato, con i suoi libri dall’aspetto grafico e frutto di uno studio dei caratteri e della forma, oltre che della sostanza, dritti fino alla mirabile collezione di don Giuseppe De Luca: più di 400 esemplari di libri, locandine, manifesti futurista, raccolti dal sacerdote nato nel 1898. Studioso, appassionato e fondatore delle Edizioni di Storia e Letteratura.

In occasione di questa mostra, oltre al fondo Poma e a tutti gli oggetti, i documenti, i libri donati e messi a disposizione dalla famiglia Galateri, siamo partiti da una delle passioni di Lorenzo Cherubini: lo scienziato esploratore Alexander von Humboldt, nato nel 1859 e vissuto 90 anni. Partendo da questa traccia (come Lorenzo parte, salutando la statua dello scienziato, per il suo docu-trip sul Sud America), ci siamo imbattuti in un’opera in più volumi custodita nel fondo Chigi: Plantes équinoxiales recueillies au Mexique : dans l’île de Cuba, dans les provinces de Caracas, de Cumana et de Barcelone, aux Andes de la Nouvelle Grenade, de Quito et du Pérou, et sur les bords du rio-Negro de Orénoque et de la rivière des Amazones, composta di fascicoli pubblicati dal 1805 al 1817 e che la famiglia Chigi, per nostra fortuna, non rilegò mai. Chi viene a visitare la mostra, può ammirare 6 fogli originali, fra tavole con litografie di piante, testi esplicativi, frontespizio e altri elementi della pubblicazione. E, accanto a quest’opera di più di un secolo fa, la reinterpretazione in chiave moderna di Lorenzo Cherubini, che ha realizzato per questa mostra disegni a pennarello, matita e penna.