
Nome: Kristjana S
Cognome: Williams
Data di nascita: 20 dicembre 1974
Luogo di nascita: Reykjavik
Professione: designer, illustratrice
Esordio: Ink Forest
Segni particolari: istintiva reazione ai colori
Residente: Londra
Mezzo di trasporto preferito: i piedi, camminare
Viaggio desiderato: il Giappone è in cima alla lunga lista
La Beatrice del Nord Europa
Una volta “invitati al viaggio”, era necessario che qualcuno raccontasse la storia del Console Cesare Poma, il giro del mondo “senza un soldo in tasca” di Lucien Leroy e Henri Papillaud, e le imprese di tante donne che scelsero con coraggio di partire da sole. Una sorta di Beatrice dantesca che guidasse i visitatori attraverso il pieno dell’età vittoriana, che in Italia corrisponde al primo cinquantennio del nuovo regno unificato dai Savoia, e in Francia ai primi decenni della Terza Repubblica: i due giornalisti parigini partirono un anno dopo lo scoppio dell’affaire Dreyfus ed esattamente nei giorni delle dimissioni del Presidente Jean Casimir-Perier.
Una guida, da un lato, e che fosse esperta, se così si può dire, degli ultimi decenni dell’Ottocento, era quello che ci serviva. In grado di illustrare quel mondo nelle sue figure e nei suoi luoghi, nei suoi elementi emblematici e nell’oggettività dei dati storici, ma anche nei simboli e nelle atmosfere, nell’air du temps. Oggettiva e poetica, didascalica ed evocatrice, così da prendere con sé il visitatore, ripresentare le biografie del Console italiano e dei due giornalisti francesi, e squadernargli sotto il naso gli itinerari dei loro viaggi, le tappe, gli incontri, gli scorci e i tramonti. Con una sorta di cartografia esatta e sognante, ché il viaggio è misura e scoperta.
Kristjana S Williams è un’artista visiva che proviene dalla lontanissima Islanda e lavora a Londra, dove in uno studio tutto al femminile, rutilante di colori, ma col materiale più fragile e familiare per noi, la carta, costruisce paesaggi poetici di grandissima suggestione. È una frequentatrice di mappe e carte geografiche, e un’appassionata delle espressioni artistiche e dei motivi iconografici del periodo in cui vissero Poma, i giornalisti francesi e le donne viaggiatrici, che coniuga insieme con risultati inattesi. Nella sua opera l’oggettività descrittiva del dettaglio convive con l’accostamento incongruo che la fantasia suggerisce, la datità degli elementi diurni e storici incontra l’apparizione o l’aura sfumata del sogno, in un dialogo che porta ad una immagine più vera del vero, capace di raccontare il visibile e l’invisibile, cioè che è materiale e ciò che non lo è, di illustrare e di evocare allo stesso tempo.
Nessuno meglio di lei avrebbe saputo, ci siamo detti, restituire al visitatore delle biografie finora mai scritte e le traiettorie di viaggi mai raccontati, senza che questi si risolvessero in un elenco di dati, certamente vagliati e correttissimi, ma freddi e privi di vita. O comunque provati dell’elemento emotivo e ideale, del sogno e della sfida, del senso dello spazio percorso, dei confini superati, della commozione del ritorno. Una mappa, quando è ben fatta, non può non tener conto di questi fattori.

Intervista a Kristjana S Williams
di Cleo Meacci e Chiara Agnoli
Potresti parlarci della tua produzione artistica? Qual è il tuo processo creativo e quali sono le principali influenze e fonti di ispirazione per te?
Il mio approccio creativo è come un vivace arazzo, intrecciato con fili che richiamano le incisioni vittoriane, la storia naturale e le mie radici islandesi. Crescendo in Islanda, ho avuto l’opportunità di essere ispirata dal modello di una presidente donna, che mi ha trasmesso un profondo senso di possibilità e di forza. Il mio lavoro inizia con una ricerca accurata, spesso tra le pagine di libri antichi e rarità che trovo nei negozi d’antiquariato, alla scoperta di elementi ideali per i miei collage.
Per questa mostra, il ricco patrimonio della Biblioteca Vaticana e i dettagli intricati dei suoi manoscritti, dei libri a stampa e dei disegni hanno rappresentato per me una fonte preziosa di ispirazione, guidando ogni passo del mio processo creativo. Inoltre, trovo grande stimolo nelle vite di esploratrici come Isabella Bird e Marian North, donne che con il loro coraggio e la loro curiosità hanno infranto le convenzioni sociali, aprendo nuovi orizzonti.
Racconti storie attraverso immagini e colori. Come si è sviluppata nel tempo la tua passione per questa forma di narrazione e la tua tecnica artistica?
La mia passione per la narrazione visiva è nata da una fascinazione infantile per la natura e la storia. Con il tempo, ho affinato la mia tecnica combinando metodi tradizionali, come il collage, con strumenti digitali, creando così storie visive complesse e stratificate che invitano gli spettatori a esplorare e sognare.
Crescendo in Islanda, ero circondata da un paesaggio unico: spiagge di sabbia vulcanica nera in netto contrasto con cime innevate e mari scintillanti. In questo scenario, la fantasia è sempre stata essenziale per affrontare i lunghi e gelidi inverni, quando neve e bufere isolavano le fattorie di montagna per mesi interi. Durante quelle interminabili notti, si raccontavano storie di elfi, tradizione profondamente radicata nella cultura islandese, che sembra aver letteralmente salvato la popolazione dall’isolamento.
Anche le biografie delle esploratrici pioniere hanno lasciato un’impronta profonda sul mio lavoro, spingendomi a creare narrazioni che celebrano lo spirito di scoperta e di avventura.
Collabori con diversi marchi come Harrods, Penhaligons e il Victoria & Albert Museum. Cosa ha significato per te collaborare con la Biblioteca Vaticana?
Collaborare con la Biblioteca Vaticana è stata un’esperienza unica e profondamente arricchente. La sua straordinaria ricchezza storica e l’aura di sacralità hanno offerto un contesto irripetibile, che ha stimolato e sfidato il mio processo creativo. Entrare in Venire a contatto con questa istituzione è stato come immergersi in un universo di storie nascoste, ognuna in attesa di essere scoperta e raccontata.
Questa collaborazione ha avuto per me un significato particolare, poiché mi ha permesso di mettere in contatto il mio personale percorso artistico con il patrimonio della Biblioteca che documenta, attraverso incisioni e racconti di viaggi epici di esploratori e di esploratrici, la natura, la scienza e la storia.
Il viaggio, sia in senso fisico che metaforico, gioca un ruolo importante in questa mostra. Tu crei mondi incantevoli e fantasiosi che ci trasportano in altre realtà, ma cosa significa viaggiare per te?
Per me, è sia un’esperienza fisica che un viaggio interiore. È un’opportunità per scoprire nuove prospettive, immergendomi in culture e ambienti diversi. Ogni viaggio aggiunge una nuova dimensione al mio lavoro, infondendo in esso i colori, le texture e le storie dei luoghi che visito. Lo spirito delle donne esploratrici, che si sono avventurate nell’ignoto con coraggio, mi ispira a vivere il viaggio come un mezzo di crescita personale e artistica.
Continua a leggere l’intervista nel Catalogo della mostra che potrai acquistare presso il nostro Bookshop oppure sul sito di Antiga Edizioni.