La mostra

Lucien Leroy e Henri Papillaud: due giornalisti francesi che l’8 gennaio del 1895 partono, in sella alle loro biciclette e sans un sou (senza un soldo), per intraprendere una straordinaria avventura: il viaggio intorno al mondo. Uno dei mezzi grazie al quale riescono ad autofinanziarsi è un giornale, che stampano in alcune delle città nelle quali si fermano e il cui titolo, che ha ispirato la mostra e il progetto, è En route. Tre numeri, finora sconosciuti, si trovano, infatti, in Biblioteca Apostolica Vaticana e fanno parte di una vasta collezione di giornali appartenuta al console Cesare Poma e donata dai suoi eredi, la famiglia Galateri.

La mostra En route

Il progetto En route (15 febbraio – 20 dicembre 2025) ricalca, quindi, il tema del viaggio, consegnato al mondo dal Santo Padre (condensato nel motto «Pellegrini di speranza») e trae la sua origine dall’importante ritrovamento, avvenuto in Biblioteca Vaticana, del fondo proveniente dall’eredità di Poma, diplomatico e studioso, viaggiatore instancabile e curioso, dotto raccoglitore di ogni genere di testimonianza umana, dai libri alle monete, dagli oggetti d’arte ai periodici, dai menu delle cene di gala alle cartoline, fino alle allora modernissime fotografie e alle affiches teatrali. 

Man mano che avanzavano le ricerche all’interno di questo fondo e del patrimonio della Biblioteca, come accade ogni volta che ci mettiamo in dialogo con storie del passato e artisti contemporanei, sono emerse sempre più numerose figure di donne, che in piena età vittoriana, vincendo i rigidi stereotipi culturali del tempo, partirono sole alla volta del loro particolare tour du monde: giornalistico, politico, latamente culturale, archeologico o promozionale che fosse. Anche di alcune di loro e dei loro viaggi abbiamo voluto dar conto.

A dialogare con questa incredibile raccolta e sul tema del viaggio sono stati chiamati tre creativi di fama internazionale, dall’ingegno vivacissimo, la poetica sfavillante e attivi su tre fronti completamente diversi della scena contemporanea: il cantautore Lorenzo Jovanotti Cherubini, l’artista Kristjana S Williams e la direttrice artistica Maria Grazia Chiuri. Un abbinamento che ci è parso promettente, perfettamente in linea con la nostra Biblioteca e con lo spirito che la anima sin dalla sua fondazione, e che nessuno ha sintetizzato meglio del commediografo latino Terenzio: «Homo sum, humani nihil a me alienum puto», «Sono un essere umano, e niente di ciò che è umano mi è estraneo» (Heaut., 77).

La mostra costituisce anche l’occasione per catalogare, grazie alla borsa di studio offerta dalla Maison Dior, i 1260 esemplari del fondo Poma Periodici, così variegato per lingue e ambiti di interesse da non poter essere studiati da una ristretta équipe.

La Biblioteca Vaticana in dialogo con l’Arte contemporanea

Questa è la nostra sesta mostra, che arriva seguendo un percorso iniziato nel 2021 con Pietro Ruffo che ha reintrpretato le cartografie di viaggio antiche e preziose, Maria Lai e le sue tessiture di parole accanto ai libri stampati e manoscritti, Irma Boom, book designer olandese in dialogo con la collezione di libri futuristi, Sidival Fila, insieme con noi sul tema del riuso e del riciclo di materiali librari e Alain Flescher che ha prestato il suo sguardo di fotografo e video maker per raccontare gli ambienti e la Babele delle lingue fra gli scaffali e i magazzini.

Tutte le mostre permettono alla Vaticana di crescere nella propria autocoscienza istituzionale, di riscoprire parti di patrimonio non molto note e anche di acquisire nuove opere artistiche.