Le gemelle Smith

Nome: Agnes
Cognome: Smith Lewis

Nome: Margaret
Cognome: Dunlop Gibson

Note come The Giblews e The Westminster Sisters
Nascita: Irvine (Ayrshire, Scotland), 16 aprile 1843
Professione: semitiste, arabiste, filologhe, paleografe e traduttrici

Il padre, John Smith, avvocato appassionato di linguistica, impartisce alle gemelle un’educazione che all’epoca era riservata ai soli figli maschi. Agnes e Margaret si ritrovano quindi ad accompagnarlo nei suoi numerosi viaggi. Iniziano a dedicarsi alle lingue straniere (tedesco, francese, italiano, spagnolo, greco moderno, latino e lingue semitiche antiche), stimolate dal fatto che il padre avesse stretto con loro il patto di portarle in tutti i Paesi di cui avessero imparato la lingua.

Dopo la morte del padre, ormai adulte, tornano in Medio Oriente così come dopo che entrambe rimangono vedove, dopo pochi anni di matrimonio: Agnes di Samuel Savage Lewis, bibliotecario del Corpus Christi College di Cambridge, e Margareth di James Young Gibson, pastore protestante, scrittore e traduttore. Da quel momento saranno numerosi i viaggi, che avranno come scopo principale lo studio e la ricerca di antichi manoscritti.

Nel 1868 partono da Londra con il Murray’s Hand-Book of Egypt sottobraccio e la guida-protezione di Grace Blyth, loro educatrice e guida necessaria, e raggiungono Parigi, Vienna e Budapest, e giungono; navigano lungo il Danubio fino al Mar Nero, e arrivano a Costantinopoli. Di lì scendono a Jaffa, Alessandria d’Egitto e Il Cairo. Partono di nuovo nel 1883 e nel 1886 Agnes è accompagnata solo da Grace. Si riuniscono solo in occasione dei due più celebri viaggi, nel 1892 e nel 1893, che hanno per meta il monastero di Santa Caterina sul Monte Sinai. Qui nel 1892 Agnes scopre quello che diventerà celebre come Codex Sinaiticus Syriacus – detto anche Codex Lewis, in suo onore, Palinsesto del Sinai o Sinai Syr. 30 – un manoscritto pergamenaceo palinsesto, che al di sotto di una raccolta di vite di sante databile all’VIII secolo, contiene una traduzione in siriaco dei quattro Vangeli più antica della Peshitta, perché copiata alla fine del IV secolo da un originale del II d.C. Una scoperta, edita dalla stessa Agnes, che è considerata come la più importante dopo quella, fatta nel 1859, da Constantin von Tischendorf del Codex Sinaiticus.

L’anno successivo le due sorelle Lewis tornano al monastero insieme a tre studiosi di Cambridge: Robert L. Bensly, Francis C. Burkitt e J. Rendel Harris, per trascrivere il manoscritto. A seguito di questa scoperta, Agnes e Margaret approfittano dei tanti viaggi tra Europa e Medio Oriente per acquistare codici biblici, liturgici e patristici, specie se palinsesti (tra i quali spicca il Codex Climaci rescriptus), costituendo una collezione personale di circa 1700 pezzi, donati alla loro morte alla Cambridge University, e di cui pubblicarono molti testi. 

Le gemelle sono le uniche a muoversi con una moderna automobile per brevi spostamenti; utilizzano per i loro viaggi tutti i principali mezzi di trasporto della loro epoca, da quelli più innovativi e rapidi, come auto, treno e imbarcazioni a vapore, a quelli più antichi e tradizionali, come il cavallo e varie altre bestie da soma diffuse nei vari Paesi. Per le navigazioni fluviali, specie quelle sul Nilo, preferiscono spesso noleggiare dahabeeh privati.

Sono note per i loro abiti costosi, sebbene con un effetto complessivamente sciatto, per le immancabili calze bianche, e un nuovo tipo di borsa chiamato “Gladstone”, che si agganciava facilmente al dorso di un mulo. Hanno con sé anche piccole pistole per la difesa personale. 

Questione femminile: in quanto donne, Agnes e Margaret non hanno accesso all’università inglese, così come non possono viaggiare da sole, e quindi già in occasione del primo viaggio in Medio Oriente si fanno accompagnare da Grace Blyth. Sempre a causa della loro condizione femminile, le sorelle Lewis non ricevono alcun riconoscimento dall’Università di Cambridge, al contrario di quanto avvenne in altre città europee come Halle e Heidelberg, ma anche a Dublino, nella nativa Scozia, a St. Andrews, e dalla Royal Asiatic Society.