Lucien Leroy e Henri Papillaud

Lucien Leroy e Henri Papillaud

Nome: Lucien
Cognome: Leroy
Data di nascita: 10 maggio 1867
Professione: giornalista

Nome: Henri
Cognome: Papillaud
Data di nascita: 14 febbraio 1867
Professione: giornalista

Suggestionati dalla coppia di giornalisti inglesi E. R. Louden e Herbert G. Field, che lasciarono Londra nel 1894, decidono di tentare anche loro un tour du monde, secondo specifiche condizioni: partire sans un sou, finanziarsi nel corso del viaggio con ogni mezzo, senza attentare però alla propria dignità di reporter e di parigini, lasciare che gli avvenimenti e la fantasia fissassero il percorso, utilizzare qualsiasi mezzo di locomozione permesso dalle loro finanze, impiegare tutto il tempo necessario a un viaggio curioso e utile, durante il quale assimilare, nei limiti del possibile, i costumi e le abitudini dei paesi attraversati. Al momento della partenza non sapevano che si sarebbero mantenuti, e da gran signori, con la pubblicazione del loro giornale En route.

En route, n. 14, Mexico, 1897
©Biblioteca Apostolica Vaticana

I due vendevano spazi pubblicitari per ricavare denaro e distribuivano copie, sia in abbonamento sia sul posto. Pubblicato a Nizza il primo numero, stampano il secondo a Milano, mentre dal terzo le notizie si fanno più labili. Esso dovrebbe essere apparso a Roma nella primavera del 1895, mentre nel corso della stessa estate sarebbero usciti il quarto ad Atene e il quinto a Costantinopoli, mentre nella seconda metà dell’anno dovrebbero essere comparsi il sesto ad Alessandria d’Egitto, in francese, arabo, italiano, greco e inglese, e il settimo al Cairo in francese, italiano e greco. L’anno si sarebbe concluso con la pubblicazione dell’ottavo En route a Bombay, in francese, gazerati e inglese, mentre il 16 marzo appare il nono a Saigon e il 26 giugno il decimo ad Hanoi, mentre tornano a farsi vaghe le notizie sui tre numeri seguenti: l’undicesimo, stampato a Pechino in francese e cinese – primo periodico europeo in quella terra – il dodicesimo a Yokohama sul finire del 1896 in francese, inglese e giapponese, e il tredicesimo apparso a San Francisco nel febbraio 1897 in francese e inglese. La serie si sarebbe conclusa col numero 14, stampato in Messico, nel quale i giornalisti raccontarono tutte le tappe del loro viaggio e che quindi ci ha permesso di ricostruire questa rocambolesca storia.

Martedì 8 gennaio 1895, alle ore 17.30, Leroy e Papillaud partono dalla sede del Journal in rue de Richelieu, diretti alla Gare de Lyon, ma si fermano, punti dal desiderio di assistere per l’ultima volta a uno spettacolo parigino, per cui vanno al Ba-Ta-Clan, boulevard Voltaire, dove canta il direttore Paulus, per il quale Leroy aveva peraltro scritto qualche canzone. Durante la serata Leroy vende un ritratto-schizzo di Papillaud realizzato seduta stante per due franchi, mentre dei croquis improvvisati ne fruttano altri cinque, coi quali possono cenare e acquistare il biglietto del treno per Melun, partendo nella notte.

Raggiungono in treno Melun, Fontainebleau, Digione, Lione, Avignone e Marsiglia, Nizza, Villefranche, Montecarlo e Mentone. A Nizza acquistano due biciclette, che riceveranno tempo dopo, quando hanno già passato la frontiera e sono arrivati in Italia. Soggiornano a Genova e a Milano, assistono a spettacoli teatrali e lirici, visitano le città, e danno conferenze e serate musicali, talora a fianco di artisti locali. A marzo 1895 sono a Firenze, poi Roma, dove vivono la Settimana Santa, Napoli, una visita ai siti archeologici di Ercolano e Pompei e, alla fine del mese già a Palermo, dalla quale raggiungono in bicicletta Catania e Messina. A Messina vengono arrestati dai carabinieri, che li sospettano di essere due spie straniere: una volta liberati nel giro di qualche ora, festeggiano la libertà con un banchetto offerto in loro onore dalla stampa locale. Proseguono via mare verso la Grecia, da Atene si spostano a Costantinopoli, dove salutano più volte il Sultano, poi scendono a Gerusalemme e infine in Egitto, risiedendo sia al Cairo sia ad Alessandria; puntano poi verso l’India dove arrivano, via Port Said e Karachi, sul finire dello stesso 1895. Si spostano a Madras, Pondichery, Colombo, Singapore, visitano la Cambogia, specialmente Phnom-Penh, la Cocincina, con tappa a Saigon, l’Annam, il Tonkino, fino ad Hanoi. Di lì salgono in Cina, dove passano per Shanghai, Tientsin e Pechino, per poi sbarcare in Giappone, facendo tappa a Nagasaki, Kobe, Yokohama, Tokyo e Nikko, dove avvistano anche l’imperatore durante una festa, e, infine, via Honolulu, arrivano negli Stati Uniti d’America, con tappe a San Francisco, Los Angeles ed El Paso, per giungere in Messico, dove si separano. 

Papillaud rimarrà in America, dapprima in Messico e poi per tutto il resto della vita in Argentina, dove lavorerà come giornalista e direttore di testata, e Leroy farà rientro in Francia nel 1898 e racconterà l’intera avventura in una intervista pubblicata dal Figaro il 31 ottobre 1898.