
Nome: Annie
Cognome: Cohen, in Kopchovsky
Pseudonimo: Annie Londonderry
Nascita: Riga (Lettonia), 1870
Professione: venditrice di spazi pubblicitari su quotidiani di Boston.
La sua avventura ha inizio con una scommessa: due facoltosi bostoniani sostengono che nessuna donna sarebbe riuscita a fare il giro del mondo in bicicletta, poiché incapace di badare a sé stessa. Annie allora si candida: parte, solo con i vestiti che indossa e senza denaro, per tornare a Boston con 5000 dollari dopo quindici mesi.
Annie lascia Boston il 27 giugno, dopo aver passato quasi due giorni nello studio fotografico Towne, che le fornisce le immagini che venderà durante il viaggio (e le offre i primi 30 dollari), e a stampare volantini che spieghino la sua impresa. Ha anche uno sponsor: la Londonderry Lithia Spring Water Company del New Hampshire; attacca un cartello col marchio alla protezione sulla ruota posteriore e riceve 100 dollari, in cambio dei quali assume il nuovo cognome, Londonderry.

Il 2 luglio arriva New York, dove resta quasi un mese, vendendo spazi promozionali affissi sulla bicicletta e abiti per 1900 dollari. Quando arriva a Chicago, il suo viaggio subisce un brusco arresto dovuto alla sua inesperienza sportiva, al vestiario, a un forte dimagrimento e al mezzo di trasporto inadatto al suo fisico; riesce a proseguire dopo il cambio di bicicletta e una modifica dell’abbigliamento: partita con una gonna nera lunga, una giacca di sartoria blu con maniche à gigot, una camicetta avvitata con il colletto a righe e una cravatta a farfalla, nel corso del viaggio cambia la gonna con pantaloni a sbuffo e a Buffalo acquista un paio di calzoni dai quali taglia diversi centimetri e assicura la parte inferiore con degli elastici nello stile dei pantaloni alla zuava. Completa con calze nere, delle giarrettiere e un cappello blu alla marinaretta e panciotto e soprabito di tweed.
Si imbarca per la Francia su La Touraine, a Le Havre le viene confiscata la bici, è derubata dei soldi e criticata duramente dalla stampa per i suoi indumenti mascolini. Il giorno seguente riesce ad arrivare a Parigi, dove resta tre settimane e mezza. Il 30 dicembre parte, e tra bicicletta e treno, fa il suo ingresso trionfale a Marsiglia il 13 gennaio 1895, col tendine d’Achille infiammato e mille storie su aggressioni, furti e imboscate di cui sarebbe stata oggetto. Il 20 gennaio si imbarca sul Sydney, a bordo del quale fa tappa ad Alessandria d’Egitto, Port Said Colombo, Singapore, Saigon e Hong Kong, Shangai, Nagasaki, Kobe e Yokohama, da dove salpa per tornare in America. Dopo varie tappe e quindici mesi totali di viaggio, il 12 settembre 1895 arriva a Chicago.



Questione femminile: «Lo stile restrittivo dell’epoca – corsetti, gonne con molti strati, lunghe e pesanti, indossate sopra sottovesti o cerchi sottogonna, camicie con maniche lunghe e colletti alti – ovvero gli abiti con cui Annie iniziò il proprio viaggio inibivano la libertà di movimento e sembravano simboleggiare le costrizioni a cui ci si aspettava che le donne di quei tempi si adeguassero».
«Nel 1896 Susan B. Anthony disse a Nellie Bly, del New York World, che andare in bici “aveva fatto di più per l’emancipazione delle donne di qualsiasi altra cosa al mondo”. […]. Una donna con una bicicletta non doveva più dipendere da un uomo per i propri spostamenti – era libera di andare e venire a suo piacimento. Aveva sperimentato un nuovo genere di “potere fisico”, reso possibile dalla velocità del veicolo. La bicicletta offriva una parità con gli uomini che era sia nuova che euforizzante. In breve tempo, “sempre più donne presero a considerare la bicicletta come una macchina che produceva libertà”».
Continua: Gertrude Bell