Cesare Poma

Ritratto di Cesare Poma



Nome: Cesare
Cognome: Poma
Nascita: Biella, 21 marzo 1862
Professione: diplomatico

Cesare Poma nasce in una famiglia di imprenditori cotonieri; non segue le orme dei genitori e dei fratelli e si dedica agli studi classici, prima, e Legge poi. Frequenta il Collegio a Moncalieri, dove viene insignito del titolo di “Principe degli studi” nel 1879. Gli studi lo portano a intraprendere la carriera diplomatica, che lo vede protagonista, dal 1885 al 1907, in ogni parte del mondo: Smirne, Trieste, Rio de Janeiro, New York, San Francisco, Mexico, Campinas, Cardiff, Tientsin, Johannesburg e Liverpool.

Di stanza in varie città tra America del Nord e del Sud, Europa, Asia e Africa (e con contatti diretti anche con l’Oceania), e appassionato en amateur di linguistica e di numismatica, di botanica e di arte orientale, Cesare Poma può ben rappresentare l’apertura di interessi della Biblioteca Vaticana, l’ampiezza del suo patrimonio, ma soprattutto lo spirito di raccolta e di indagine, lo sforzo di riunire, classificare e mettere a disposizione quanto il genere umano ha prodotto ai quattro angoli del pianeta. Pochi come il Console di origine biellese incarnano lo spirito del viaggiatore e si prestano a fare da perno a un’ampia, variegata e coloratissima rassegna di tours du monde, di quelli che – come i suoi – presero l’avvio nella seconda metà del XIX secolo, quando sull’onda del grande successo letterario dei libri di Jules Verne e profittando delle moderne invenzioni tecnologiche, decine e decine di uomini e di donne si misero in viaggio nelle più diverse direzioni. 

Mappa completa delle aree costiere delle sette provincie. Collezione privata.

Era un uomo dalla personalità vivace e autonoma, colta e puntuta, con una spiccata moralità e quel rigore delle persone dedite allo studio e alla ricerca. Per nulla accomodante e sensibile alle lusinghe del potere, soprattutto in Cina dà prova di grande autonomia di pensiero, di spirito critico e di mentalità anticolonialista, finendo in rotta di collisione anche con il Ministero degli Affari Esteri che lo mette a riposo senza troppi indugi.

Egli stesso avrebbe ricordato quei giorni, annotando che «non essendo nemmeno piacevole di rappresentare un Governo che era così flagrantemente nel torto, chi scrive fu poi lieto allorché poté lasciare a mani più abili il maneggio, per così dire, della baracca e burattini a Tientsin». Nel medesimo articolo dedicato agli «Uomini di Stato cinesi» non risparmia critiche ai governi occidentali e al loro comportamento in Cina, a quello italiano e alla sua pretenziosa politica coloniale – «la nostra emigrazione e i nostri affari all’estero non sono, di tale qualità la prima, e quantità i secondi, da avere rapporti coi viceré» – e, in generale, al mondo diplomatico, coi suoi riti e il suo linguaggio. 

Dall’album personale di Cesare Poma – Schedario manoscritto – Il composto verbale. Appunti filologici di Cesare Poma ©Biblioteca Apostolica Vaticana

Nel suo album personale trovano posto anche locandine teatrali e recensioni di spettacoli – quelli della Duse, sopra tutti – fotografie e ritratti di attrici e bellezze femminili dell’epoca, ritagli di giornale, caricature politiche e una vastissima inattesa collezione di menu di pranzi e cene diplomatici o di gala, cui gli accadde di partecipare, a testimoniare una vivacità e una spiccata curiosità verso il mondo.

Il lascito alla Biblioteca Vaticana

Grazie alle carte d’archivio donate dalla famiglia Galateri di Genola e Suniglia alla Biblioteca Apostolica Vaticana, si riesce a ricostruire non solo la carriera di Poma, ma anche i suoi numerosi interessi in ogni campo della cultura nazionale e internazionale.
Si deve soprattutto alla lungimiranza della madre Clelia Bona de Fabianis, la possibilità di conoscere e studiare la figura del diplomatico in maniera così approfondita. Sarà Clelia infatti, che pochi anni dopo la morte del figlio, donerà ad Archivi e Biblioteche, carte e documenti, frutto di anni di studio di Cesare.
Custoditi oggi in Biblioteca, e organizzati in fondi o inclusi in raccolte esistenti, si trovano documenti appartenuti a, e/o riuniti da, Cesare Poma e collezionati nel corso della sua vita, che vanno dalla contabilità personale a documenti d’archivio, rarità bibliografiche ebraiche e carte risalenti al soggiorno a Tientsin (Tianjin), raccolte di fotografie, cartoline postali, ritagli di giornale, locandine teatrali e menu di cene ufficiali e i cinque numeri del Bollettino italiano dell’Estremo Oriente (nel fondo Carte Poma); 1260 esemplari di 1109 testate di giornali provenienti dalle più disparate parti del mondo, raccolti e corredati da Poma di un talloncino adesivo con l’indicazione della lingua in cui il giornale è scritto, che verranno studiati, catalogati – grazie alla borsa di studio messa a disposizione dalla Maison Dior – e digitalizzati (nel fondo Periodici Poma); lo schedario onomastico manoscritto, compilato da Cesare Poma su talloncini cartacei o riunito da giornali e pubblicazioni di vario genere (con segnatura Vat. lat. 14304-14324) e la raccolta costituita da 815 monete cinesi dal 2356 a.C. (secondo la datazione locale) fino al nostro 1875, donata il 28 dicembre 1950 da Enrico Guagno di Biella, cugino del diplomatico (Collezione Guagno).

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