I creativi

Le ragioni di una scelta, anzi tre

Ogni volta che la Biblioteca ha progettato e organizzato una mostra, ha coinvolto artiste e artisti contemporanei, chiamandoli a visitare e interrogare il patrimonio millenario della collezione libraria dei papi, a lasciarsene inspirare per dar vita a nuovi progetti e a opere site-specific.

Abbiamo iniziato nel 2021 con Pietro Ruffo e l’indagine cartografica, poi Maria Lai e i libri parlanti, Irma Boom con i suoi volumi dal design unico, Sidival Fila in un percorso incentrato sul riuso e Alain Fleischer che ha reinterpretato la Babele degli spazi storici della Biblioteca.

Questa volta l’obiettivo è stato quello di valorizzare il fondo Poma Periodici, i tre numeri inediti di En route e i profili di sei viaggiatrici di età vittoriana. Ci siamo resi conto che non sarebbe bastato un solo artista e che al contempo sarebbe stato bello e stimolante dedicare ogni sezione a uno diverso, così che la molteplicità di argomenti trattati avesse un correlato esatto in altrettante figure contemporanee. Di qui, l’intuizione di individuare tre creativi differenti, convocandoli presso di noi a interagire non solo col nostro posseduto, ma anche tra loro. Un rischio, forse, che ci siamo sentiti di correre e di cui, ad allestimento terminato, non ci pentiamo affatto: tutt’altro!

Francobollo En route di Kristjana S Williams

Lorenzo Jovanotti Cherubini, l’eclettico viaggiatore contemporaneo

Cantautore e viaggiatore, appassionato di ritmi e melodie di tutto il mondo, esploratore di mondi musicali da oltre trent’anni, ha scritto: «Viaggio, non c’è parola del vocabolario che mi accende tutti i sensi più di lei. Per me, la stessa parola viaggiare è un viaggio, mi fa l’effetto che fa al mio gatto il rumore di quando apro una scatoletta».

Francobollo En route di Kristjana S Williams
Francobollo En route di Kristjana S Williams

Maria Grazia Chiuri, la rivendicatrice dell’irriducibilità

l racconto, in chiave contemporanea, dei viaggi di sei donne, che nel XIX secolo si allontanarono dalle loro città natali per mettersi in viaggio da sole, sfidando la riprovazione generale e il più sarcastico scetticismo sull’esito della loro impresa è stato affidato alla creativa Maria Grazia Chiuri, per la quale il taglio femminista non è una possibilità tra le altre, una semplice opzione, ma l’espressione più profonda del proprio modo di guardare il mondo, e di leggerlo.